L’ARS approva l’anagrafe scolastica

La Sicilia era l’unica regione d’Italia a non averla mai fatta

Con 35 voti a favore e 13 astenuti, l’Ars ha approvato il disegno di legge che istituisce l’anagrafe scolastica regionale. Dice l’assessore regionale all’Istruzione, Nelli Scilabra: “La Sicilia era l’unica regione d’Italia a non avere un’anagrafe di tutti gli studenti, adesso sarà possibile avere una radiografia chiara e reale della popolazione studentesca”. “L’anagrafe e’ uno strumento fondamentale per qualsiasi ipotesi di riforma della scuola siciliana e ci consentirà di contrastare l’altissimo tasso di dispersione scolastica che purtroppo investe la Sicilia. Finalmente – aggiunge – la nostra Regione si pone alla pari con le altre e addirittura, per certi aspetti, ancora piu’ avanti, estendendo l’anagrafe non soltanto alle ragazze e ai ragazzi in obbligo scolastico ma ampliando la platea anche ai più adulti, visto l’alto tasso di dispersione universitaria e l’aumento del numero di Neet nella nostra Regione”. Per Scilabra “questo e’ il primo tratto di un disegno piu’ completo che vedrà compimento con la legge sul diritto allo studio scolastico”. “Nei prossimi giorni, infatti, approveremo in giunta questa legge (sul diritto allo studio) che in Sicilia attendevamo da decenni – conclude – Sarà una svolta storica che segnerà definitivamente l’impegno del nostro governo a favore dell’Istruzione e dei giovani siciliani”. L’Ars ha anche approvato un ordine del giorno, primo firmato il deputato Vincenzo Figuccia (Fi), che impegna il governo della Regione “ad attivare tutte le procedure d’urgenza, sin da adesso, al fine di monitorare il numero dei ragazzi presenti nella scuole, creando una apposita e unica anagrafe regionale per i bambini affetti da autismo, integrata sia dall’area sanitario che scolastica” e “a creare figure stabili e a tempo pieno di assistenti alla comunicazione nelle scuole per bambini affetti da autismo”. “Non bisogna aspettare di volta in volta che ogni anno si rivedano le graduatorie – dice Figuccia – Un bambino che è autistico quest’anno lo è anche il prossimo. E non è corretto costringere le famiglie ogni anno alla stessa trafila e alla stessa mortificazione. Peraltro i numerosi ricorsi vinti dalle famiglie a oggi rappresentano un aggravio della spesa per la pubblica amministrazione, che potrebbe evitare questo sperpero di denaro riconoscendo una volta e per sempre questo diritto negato”. L’odg Figuccia è stato controfirmato in aula da diversi deputati di maggioranza e opposizione.

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