Confcommercio e Fipe lanciano allarme per gli esercizi pubblici

RAGUSA (di Elisa Montagno) – Confcommercio provinciale Ragusa, riprendendo le preoccupazioni già manifestate da Fipe a livello nazionale, lancia un forte allarme per il settore dei pubblici esercizi anche in ambito locale.

“La ristorazione, pur potendo operare con l’asporto – spiega il presidente provinciale Gianluca Manenti – è in ginocchio per effetto della pandemia. La chiusura parziale sta provocando un dimezzamento dei fatturati delle aziende, con il risultato di mettere a rischio decine e decine di posti di lavoro. Il primario impegno da parte di tutti deve essere quello di evitare la morte di gran parte delle imprese del settore con le ripercussioni sulla tenuta dei livelli occupazionali e con le immaginabili conseguenze in termini di costo sociale e di perdita delle professionalità faticosamente costruite”. Confcommercio chiede che i ristori siano resi più inclusivi rispetto ai principi di “zonizzazione” territoriale e di individuazione dei beneficiari per codice Ateco, tenendo conto di quanto l’emergenza economica e sociale sia diventata, anche in termini di cadute dei fatturati, pervasiva e trasversale. “Servono, poi – aggiunge Manenti – risposte determinate anche sul fronte delle moratorie fiscali a partire dal calendario fiscale di quest’ultima parte dell’anno. Quanto all’estensione della moratoria creditizia fino a giugno 2021, bene. Ma è fin d’ora chiaro che, anche in questo caso, sarà necessario fare di più. Bene, in più, il ripristino dell’operatività degli indennizzi per la cessazione di attività commerciali. Ma la previsione di incremento, nel 2022, dell’aliquota contributiva destinata al Fondo di razionalizzazione della rete commerciale va sicuramente rivista”.

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