Vaccinazioni dai medici di famiglia, le perplessità della FIMMG

RAGUSA (di Elisa Montagno) – Si è riunito il Consiglio Regionale della FIMMG Sicilia per ottimizzare l’organizzazione della categoria per la gestione della pandemia e, in particolar modo, per il ruolo che i medici di famiglia possono avere nella imminente campagna vaccinale anti covid. L’Assessorato regionale alla Sanità ha previsto un coinvolgimento dei medici di medicina generale nella prossima campagna vaccinale, anche se ufficialmente .

“I medici di medicina generale dice la FIMMG – e non è certamente una dichiarazione di parte, hanno pagato un tributo pesantissimo sia in termini di vite umane (la categoria di gran lunga più colpita) che in termini di ulteriore impegno professionale. Infatti, i medici di famiglia hanno continuato a svolgere la loro normale attività e a questa sono stati costretti ad aggiungere ulteriori aggravi professionali sia di natura prettamente assistenziale, facendo fronte e vicariando la ridotta attività ospedaliera e specialistica, sia sotto l’aspetto burocratico con nuove incombenze (ad esempio stesura di piani terapeutici)normalmente riservate a i centri specialistici. Inoltre, nel momento di maggiore sofferenza dell’attività dei Dipartimenti di prevenzione non si sono tirati indietro nel caricarsi anche della attività di disposizioni di inizio e fine quarantena e isolamento per evitare ulteriori fenomeni di privazione delle libertà personali dei propri assistiti, cosa che determina un sovraccarico di lavoro quantificabile mediamente in 3-4 ore al giorno. Il tutto con spirito solidaristico, ovvero senza richiedere alcun riconoscimento economico. Ancora oggi i medici di famiglia rimangono un prezioso punto di riferimento e di informazione per la popolazione e certamente sono pronti ad offrire il proprio contributo per la buona riuscita della iniziata campagna vaccinale, ma segnaliamo come allo stato attuale, non essendo stati ancora coinvolti e non essendo neanche stati informati della programmazione predisposta dall’Assessorato Regionale alla Salute, ci troviamo impossibilitati ad assolvere efficacemente a questo compito. Appare di tuttae videnza la dicotomia esistente tra ciò che emerge dai mezzi di informazione e quella che è la realtà fattuale, mettendo i medici di famiglia nella spiacevole condizione di non poter dare risposte concrete alle legittime richieste dell’utenza e, di converso, alimentando disorientamento, smarrimento e frustrazione nella popolazione che non ottiene soddisfacenti risposte ai suoiquesiti”. Infatti i cittadini si rivolgono ai loro medici non fosse altro perché recentemente nello scorso autunno hanno vaccinato  un milione e 300 mila persone per l’influenza. Per tale motivi, la categoria ha richiesto un incontro con la parte pubblica.

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