Comiso: rilanciare il Pio La Torre per tenerlo in vita… ma come?

COMISO  (Giulia Di Martino)-L’obiettivo è comune ma le strategie per tenere in vita l’aeroporto di Comiso, sono diverse. Il comune di Comiso, ha invitato istituzioni ed oltre a costituire una nuova società consortile per ‘gestire’ il 35% delle quote di proprietà dell’ente casmeneo ed eventualmente acquisire quote InterSac in liquidazione. Una proposta che non piace alla CNA. La confederazione dell’artigianato, attraverso il suo segretario, Giovanni Brancati, è stata caustica non solo nei confronti dell’idea del comune di Comiso ma anche verso chi la sostiene. Brancati non le manda a dire e spiega come ed in che modo si può pensare ad una privatizzazione e chi potrebbe esserne interessato anche alla luce di un socio di maggioranza, InterSac, in ambasce. E la proposta la contesta anche Confesercenti Fra i sindaci, invece, la proposta passa. Non convince appieno ma l’idea che ha il comune di Comiso di ‘aprire’ ai privati, tutto sommato, è accetta.

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Comiso: il prestito ponte non piace, ma così è…

COMISO  (Di  Giulia Di Martino)  – Il prestito ponte da un milione e duecento mila euro deliberato dal cda di Sac per Soaco fa discutere; fa discutere il comitato dei viaggiatori Vussia, un comitato di 80 cittadini  che da qualche mese s’è preso a cuore la questione del Pio La Torre; nel caso specifico, secondo il comitato, questo prestito è benzina sul fuoco”. Questi soldi, dovrebbero servire a garantire il fabbisogno di Soaco per i prossimi sei mesi, per giungere cioè alla primavera prossima quando dovrebbe concludersi la liquidazione di Intersac. L’aeroporto ha bisogno di risorse finanziarie, ma tutto è bloccato da un anno e mezzo, a causa dei contrasti interni del socio privato Intersa, dove coesistono San e Ies di Catania. Si cerca una soluzione tampone, il prestito ponte, appunto che, però a vussia non piace. “Comiso, dice il presidente del comitato, potrebbe resistere agli attuali regimi di costo solo se triplicasse l’attuale traffico passeggeri. Nella realtà, il traffico si è ridotto del 15%. Come dovrebbero fidarsi altri operatori, chiedono i componenti di Vussia,  a programmare la loro attività in un aeroporto che agisce come se fosse florido mentre è sull’orlo della bancarotta? Immediata e dura, la replica del primo cittadino: Maria Rita Schembari sostiene che la grave crisi finanziaria, in cui versa l’aeroporto di Comiso almeno da un anno , non ha altro sbocco se non quello di un prestito ponte, Questa misura-spiega la Schembari non decreterà la chiusura dell’aeroporto. Non si può pensare ad un nuovo inizio di un percorso positivo, revocando la concessione alla società di gestione dell’aeroscalo, la SOACO, così come invece da tempo viene auspicata da questi comitati spontanei. La revoca immediata della concessione, questo sì, decreterebbe la cessazione di tutte le attività aeroportuali. Quello che è stato consigliato è una cosa che un territorio non si può permettere e su cui non si può ragionare con leggerezza. Io mi aspetto- chiosa la Schembari- che chiunque dica di operare nell’interesse e a tutela dell’aeroporto e di tutti i cittadini, ragioni con maggiore responsabilità nel dare consigli al Sindaco invece di suggerire di fare dei passi che, eufemisticamente, si potrebbero definire avventati”.

 

 

 

 

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Aeroporto Comiso, Santocono (CNA): Ormai tutti i nodi sono venuti al pettine”

COMISO (di Elisa Montagno) – Nelle ultime settimane è ripreso con cadenza quasi quotidiana il dibattito sullo stato sempre più precario ed allarmante in cui versa la Soaco, la Società che gestisce l’aeroporto di Comiso. Nel frattempo, circa una settimana fa, si è svolto un incontro tra il management della società (con in testa il presidente Silvio Meli e l’amministratore delegato Giorgio Cappello) e il partenariato socio-economico del territorio, alla presenza del presidente della Camera di Commercio del Sud-Est, Piero Agen. L’unica concreta novità positiva emersa è stata la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del nuovo bando “per l’affidamento dei servizi di promozione e comunicazione finalizzati a favorire l’incremento delle presenze turistiche nell’ambito territoriale” dell’aeroporto per un importo di poco superiore ai 7 milioni di euro. “Arrivati a questo punto – dichiara Giuseppe Santocono, presidente territoriale della
Cna di Ragusa – attendiamo con sincera trepidazione che alla scadenza del prossimo 8 ottobre, contrariamente a quanto avvenuto nelle tre precedenti occasioni, sia presentata qualche offerta da parte delle compagnie aeree interessate, in modo tale da rilanciare veramente con nuove importanti e funzionali rotte le sorti dell’aeroporto, fortemente indebolite dalle perdite accumulate dalla Soaco in questi primi 5 anni di attività”.
Per il resto, la riunione è stata vissuta sulle differenti visioni rispetto all’attuale situazione espresse da Agen, che ha volato molto alto proiettandosi sui possibili sviluppi nei prossimi decenni, e da Cappello, il quale invece ha insistito sul presente e sull’immediato futuro sottolineando il fatto che il nuovo bando, se andrà in porto, potrà esplicare i propri effetti positivi non prima della metà del prossimo anno, mentre si dovranno attraversare 9-10 mesi difficilissimi con una Soaco che, spiace dirlo, è praticamente “al verde”. “Prima di intervenire pubblicamente – continua​ Santocono – abbiamo voluto attendere qualche giorno per verificare le ultime novità e le varie dichiarazioni rilasciate da diversi soggetti, ma bisogna dire che, nonostante qualche comunicato di forzata sottovalutazione della gravità della situazione, sono rimaste intatte le riserve che come Cna abbiamo espresso durante il predetto incontro.
Nel corso del quinquennio 2013-2017, la Soaco ha “allegramente” accumulato perdite complessive per circa 15 milioni di euro (in media 3 milioni all’anno), bruciando in tal modo quasi completamente la riserva dovuta al soprapprezzo azioni apportato a suo tempo dall’Intersac (9 milioni della Sac e 6 milioni del socio privato Ies). Come da tempo va dichiarando non la Cna ma l’amministratore delegato Giorgio Cappello, la situazione finanziaria della Soaco peggiora di giorno in giorno e diventa sempre più problematico rispettare le scadenze dovute anche alla più ordinaria amministrazione. La cosa risulta ancora più grave perché nel corso dell’ultimo anno e mezzo si sono andate chiudendo quasi tutte le vie d’uscita da questa difficilissima situazione: per prima la strada più semplice, cioè quella della ricapitalizzazione da parte dei soci, in quanto il Comune di Comiso non è nelle condizioni di mettere nemmeno un euro e l’Intersac è andata in liquidazione per l’insanabile contrasto tra la Sac, disponibile a scucire altri milioni di fondi pubblici, e la Ies che non intende perdere altro capitale, ma che invece vorrebbe rientrare almeno in parte dalle ingenti perdite subite. Ultimamente è poi tramontata anche la fantasiosa idea (peraltro rimasta senza paternità) di un possibile affitto di azienda avente ad oggetto la gestione dell’aeroporto. A questo punto, a detta degli stessi amministratori della Soaco, l’unica (remota?) possibilità rimane quella di attingere ad un prestito-ponte in attesa che i liquidatori di Intersac mettano in vendita il 65% delle azioni della Soaco e che il bando per le nuove rotte vada positivamente in porto. Ma chi potrà operare questo prestito-ponte nei confronti di una società che perde 200.000 euro al mese? Su questo quesito le risposte sono ancora molto vaghe. Purtroppo, e sottolineo il purtroppo, questa è la nuda, dura e cruda verità. A questo punto sorgono spontanee alcune domande. Cos’ha fatto di concreto in questi 5 anni il Comune di Comiso per evitare di arrivare a questo punto, e cosa intende fare ora? Cos’ha fatto di concreto la Sac, oltre a non far fruttare almeno 9 milioni di fondi pubblici, per lanciare veramente l’aeroporto, e cosa intende fare ora? Cos’ha fatto di concreto la grande Camera di Commercio del Sudest, vero perno centrale del sistema, e cosa intende fare ora? Sappiamo solo che durante l’ultima riunione è rimasta sostanzialmente senza risposta la domanda più volte avanzata da noi della Cna ed anche dal rappresentante di Unicoop, Salvatore Farruggio: perché in tutti questi anni la Sac non si è adoperata almeno per spostare qualche volo da Catania a Comiso? Certo è che per ora nell’interesse dell’aeroporto e di tutto il territorio è necessario mettere la massima sordina possibile alle polemiche; tuttavia ci dovrà pur essere un momento in cui qualcuno dovrà essere chiamato a pagare per aver contribuito a determinare questa gravissima situazione”.
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