Controlli velocità sulle strade provinciali con lo ‘Scout Speed’

RAGUSA (Di Elisa Montagno) – Al via il servizio di controllo elettronico della velocità mediante l’utilizzo di un’apparecchiatura in movimento denominata ‘Scout Speed’. Il servizio nasce dall’esigenza di rendere più sicure le strade provinciali con uno strumento nuovo costituito da un sistema di telecamere e sensori che garantisce il controllo su tutti i lati del mezzo di pattuglia e sono in grado di riprendere filmati e scattare fotografie georeferenziate delle targhe dei veicoli che commettono infrazioni.
Lo ‘Scout Street’ cercherà di far rispettare i limiti di velocità e a differenza degli Autovelox fissi e mobili che verificano l’andatura istantanea al passaggio dei veicoli in un determinato punto e dei Tutor che misurano sia quella istantanea al passaggio sotto un portale sia quella media tra due, l’avanzato dispositivo è in grado di rilevare l’andatura di tutti i veicoli intorno alla pattuglia (in movimento o ferma), anche di quelli che procedono nel senso di marcia opposto, con un raggio d’azione di 360 gradi. E ancora a differenza dei primi due sistemi, poi, la cui operatività deve essere segnalata da opportuni cartelli e la cui presenza è indicata per scopi educativi dalla Stradale su Internet (www.poliziadistato.it), la presenza a bordo dello Scout Speed non deve essere segnalata agli utenti della strada.
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Operazione contro il caporalato, due arresti

VITTORIA (Giulia Di Martino) – Operazione contro il caporalato. Indagini ‘lampo’, durate 14 ore. La polizia, ha arrestato due fratelli, imprenditori agricoli –denunciandone un terzo– per sfruttamento della manodopera. Ben 26 i lavoratori (uomini e donne), costretti a condizioni degradanti: 19 richiedenti asilo, 5 rumeni e 2 tunisini, pagati 25 euro al giorno per 8 ore di lavoro, senza ferie e altri diritti. Vivevano in case abusive dentro l’azienda, ai limiti dell’umano. Sono ai domiciliari Valentino e Angelo Busacca, il primo nato a Comiso 31 anni fa e l’altro nato a Vittoria nel ’69. Oggi, di buon mattino, i poliziotti si sono appostati nei terreni dove c’è l’azienda ‘Busacca” e verso le 5.30, hanno visto arrivare le prime auto cariche di lavoratori, contandone una trentina del centro Africa. Tre ore dopo, l’irruzione in un terreno di 80.000 metri quadri, dove operavano tre aziende agricole per la coltivazione di ortaggi in serra. Una, non impiegava alcun operaio in quel momento; un’altra, invece, ne aveva 4, regolarmente assunti ma pagati 25 euro al giorno, pur avendo firmato un contratto che ne prevedeva 63. Il titolare, veniva così denunciato. La situazione più complicata, invece, era quella dell’azienda dei fratelli Busacca: ben 26 lavoratori sottopagati, uomini e donne, impegnati a raccogliere pomodori. Alcuni, venivano bloccati e identificati dalla polizia mentre altri riuscivano a scappare. Condizioni di lavoro e di vita dentro l’azienda, degradanti e, umanamente, umilianti in un’azienda senza una sola delle prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Alloggi fatiscenti, costruiti abusivamente dentro l’azienda, dove vivevano 15 lavoratori in condizioni pessime. Il resto di chi era impiegato in serra, era prelevato ogni mattina dai titolari, senza intermediazione. I due fratelli, hanno ammesso le loro colpe, dicendo però di non essere diversi dalla concorrenza. I medici dell’ASP, chiamati dagli agenti, hanno accertato l’inidoneità dei locali. Già nel 2015 c’era stato un sopralluogo in questa azienda, evidenziando le stesse carenze riscontrate oggi a dimostrazione di come nulla sia stato fatto per ovviare: operai senza scarpe da lavoro, scalzi o in ciabatte, senza magliette, con normali pantaloni e senza l’abbigliamento adeguato alla loro mansione. Inesistenti gli impianti antincendio nelle serre e nelle casei. Gli operai, hanno raccontato che erano i due Busacca ad andare a prenderli a casa, impartirgli gli ordini, organizzare il lavoro e a pagarli. Almeno 8 ore al giorno per una paga di 25 euro, corrisposti ogni sabato in contanti; niente ferie –c’era chi, fra loro, non sapeva neppure cosa fossero– e nessun corso sulla sicurezza o una visita medica. Il timore di essere licenziati, gli impediva anche l’azzardo di chiedere un aumento ed erano spaventati all’idea che il loro lavoro non paicesse ai datori o all’addetto al loro controllo. I due fratelli Busacca, sono stati arrestati per aver reclutato manodopera, in condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno. Ai titolari, adesso ai domiciliari, verranno notificate le violazioni dall’Ispettorato del Lavoro e saranno sospese le attività per le numerosissime violazioni riscontrate

 

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Operazione della GdF contro le strutture ricettive irregolari

SCICLI (Di Giulia Di Martino) – La Guardia di finanza ha chiuso un’altra fase dell’operazione ‘Bed&Black-Fast’.  Nel mirino, 23 strutture ricettive, tra B&B, residence, case vacanze, affittacamere e country house, tra le oltre 400 che ci sono a Modica e Scicli. Il controllo della guardia di finanza, aveva già ‘toccato’ Ragusa e Santa Croce Camerina ed erano state scoperte ben 39 strutture ricettive abusive, con multe peri oltre 600mila euro. Tra le 23 strutture monitorate a Modica e Scicli, 13 sono risultate irregolari. L’incrocio dei dati tributari con la documentazione acquisita nei due comuni e all’ex Provincia, ha prodotto gli accessi ispettivi ed è venuto fuori che diverse strutture ricettive, erano totalmente abusive, senza la cosiddetta ‘SCIA’ -la Segnalazione certificata di inizio attività- ai rispettivi comuni e senza dichiarazione dei redditi. In altri casi, scoperta una vera e propria attività d’impresa alberghiera, organizzata professionalmente ed esercitata quotidianamente rispetto a quella occasionale dichiarata. Sebbene i titolari, formalmente, stipulassero con i clienti contratti per brevi soggiorni turistici o dichiarassero di operare in modo privato e occasionale, di fatto la gamma dei servizi offerti, 365 giorni all’anno, era ampia e comprensiva di tipologie non proprie di un bed&breakfast: piscina, noleggio ombrelloni, ristorazione e camere e posti letto superiori al consentito Le sanzioni ai titolari delle 13 attività irregolari, per aver omesso la certificazione di inizio attività al comune, vanno da 516 a 3.098 euro. Conseguenze ancora più gravi per i 12 titolari che sono stati anche denunciati in procura per non aver comunicato in questura chi alloggiava. Sul piano fiscale, venuta fuori un’evasione di imposte dirette, IVA e IRAP di oltre 992mila euro. Peraltro, in una struttura, c’era pure un lavoratore in nero. L’operazione, ha anche prodotto le denuncia dei titolari di tre noti alberghi modicani, che non hanno versato la tassa di soggiorno al comune, dal 2013 al 2016: oltre 144mila euro per quasi 90mila presenze non comunicate all’autorità di pubblica sicurezza…

MODICA: Operazione della GdF contro i B&B irregolari

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