Condannati per associazione mafiosa, beneficiavano del reddito di cittadinanza

Operazione della Guadia di Finanza

ENNA – (Giulia Di Martino) – Scoprire chi prende, indebitamente, il reddito di cittadinanza. C’ha lavorato la guardia di finanza nell’ennese, mettendo nel mirino, a tutela della spesa pubblica, contro le indebite percezioni dei pubblici sussidi. Una articolata e complessa analisi per individuare condotte penalmente rilevanti. In particolare, vagliate le posizioni di gente condannata, con sentenze passate in giudicato, per mafia per e verificarne la legittimità delle istanze inoltrate. Si è appurato che parte dei percettori o dei componenti del nucleo familiare -riconosciuti quali affiliati alle consorterie criminali- risultavano aver richiesto ed ottenuto il sussidio, senza i requisiti previsti dal provvedimento normativo; altri, invece, hanno scientemente omesso di fornire informazioni utili per una corretta determinazione dell’ammontare del beneficio. Al termine degli accertamenti, è arrivata la denuncia di 5 appartenenti alla criminalità organizzata, originari della provincia. Sono stati denunciati alla procura, diretta da Massimo PALMERI e, contestualmente, segnalati all’Inps per il procedimento di revoca degli indebiti benefici ottenuti e il conseguente recupero delle somme già erogate, complessivamente 70 mila euro. L’inchiesta, denominata ‘Brick’, testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’azione della Guardia di Finanza, a favore dei cittadini onesti perché queste misure di contrasto alla povertà, siano effettivamente destinate alle fasce più deboli e bisognose e non appannaggio di individui al di fuori della cornice della legalità. Già nei giorni scorsi, infatti, con l’operazione “Inside”, il Comando Provinciale di Enna aveva analizzato la posizione di numerosi “imprenditori agricoli” che, senza i requisiti di legge, beneficiavano del sussidio, denunciando  36 persone e avviando il recupero di 200 mila euro

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Avvocato ferito con colpi pistola nell’ennese

Un avvocato Antonio Giovanni Bonanno, 53 anni, è stato ferito gravemente con colpi di pistola ieri sera a Pietraerzia (Enna) davanti al terreno di sua proprietà. Il legale è in ospedale a Enna e i medici lo stanno operando. Bonanno, che è di Barrafrnaca, era sulla prorpia auto con la moglie che è rimasta illesa. Il legale si occupa prevalentemente di cause civili. Indagano i carabinieri. Gli avvocati di Enna hanno indetto un’assemblea e oggi si asterranno dalle udienze.

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1.700 piante marijuana nell’ennese, due arrestati

I Carabinieri del comando provinciale di Enna e Catania, con la collaborazione del Corpo Forestale regionale di Enna, hanno arrestato, in flagranza di reato, due catanesi pluripregiudicati ritenuti responsabili di coltivazione e produzione di sostanza stupefacente. I militari dell’Arma di Nicosia hanno rinvenuto un’area di circa 2000 mq nel comune di Regalbuto (En), destinata a coltivazione di circa 1.700 piante di marijuana, di oltre 4 metri di altezza. Trovata anche una tenda dove gli arrestati si rifugiavano durante i turni di guardia al terreno. Gli arrestati sono Antonino Napoli, 50 anni, e Roberto Cuciuffo, 48 anni. I due dormivano in un materasso nella tenda da campeggio montata vicino alla piantagione di oltre 1.700 piante di marijuana, quasi 1.800 kg di ‘erba’ per un valore di quasi 700 mila euro. In un casolare era stato allestito un laboratorio per la lavorazione e il confezionamento della droga. Napoli era stato condannato per un omicidio volontario ed era in regime di sorveglianza speciale.

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