La Prefettura sospende Nicosia dalla carica di consigliere

L’operazione EXIT POLL, compiuta dalla Guardia di Finanza a Vittoria…

VITTORIA – (di Leuccio Emmolo) L’operazione EXIT POLL, compiuta dalla Guardia di Finanza a Vittoria, che  ha fatto luce  sull’ennesimo voto di scambio elettorale in Sicilia e portato agli arresti domiciliari l’ex sindaco Nicosia, il fratello Fabio e altre quattro persone, ha lasciato il segno. La città, anche se rimasta in silenzio ha avvertito il colpo. L’inchiesta va avanti non si ferma alla conferenza stampa di ieri nel capoluogo etneo. Le indagini   hanno fatto piena luce su un sistema affaristico. I  politici fermati promettevano non soldi ma posti di lavoro, appalti   Gli inquirenti sono partiti dalle dichiarazioni di alcuni pentiti. Tramite intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e documenti, gli investigatori sono poi venuti a capo di un’enorme  commistione affaristico-politico-mafiosa.  A Catania   il  Procuratore Capo Carmelo Zuccaro e il suo aggiunto  Carmelo Petralia non hanno voluto aggiungere altro, le indagini sono ancora in corso e molte altre cose sono al vaglio del giudice per le indagini preliminari che dovrà stabilire le misure da adottare. I sei arrestati rimangono ai domiciliari mentre il Gip presto deciderà il giorno e l’ora degli interrogatori. Ed intanto con provvedimento del Prefetto Maria Carmela Librizzi è stata dichiarata la sussistenza della causa di sospensione dalla carica di consigliere comunale nei confronti di Fabio Nicosia, dopo l’esecuzione della misura cautelare domiciliare.

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Giallo sulla morte di Salvatore Nicosia

E’ durato tutta la notte, in commissariato a Vittoria,  l’interrogatorio dei parenti e dei conoscenti di Salvatore Nicosia il 39enne ucciso con tre colpi di fucile al torace. L’uomo è stato trovato morto  all’interno del suo magazzino di ricambi all’ingresso della città. L’omicidio sarebbe avventuto intorno alle 10 di ieri mattino, ma nessuno si sarebbe accorto di nulla, nella zona non ci sono neanche telecamere.  Ieri pomeriggio gli agenti del commissariato di Vittoria hanno trovato il fuorgone di Nicosia, in contrada Resinè, era servito, probabilmente, ai killer per fuggire e far perdere le proprie tracce. Al momento gli inquirenti escludono che possa trattarsi di un’esecuzione di stampo mafioso. Con molta probabilità il movente è da ricercarsi all’ambito personale chi lo conosceva lo descrive  come un tipo arrogante e litigioso e non è escluso che abbia trovato la morte proprio per il suo carattere sfrontato e violento, non a caso era soprannominato ‘Turi Mazinga’. Aveva un fisico palestrato e conosceva le tecniche di full contact e Thai boxe.  Negli ambienti vittoriesi si vocifera che oltre all’attività di autoricambi, Nicosia sottobanco faceva anche recupero crediti per privati che avevano prestato delle somme e poi per andare ad incassare mandavano lui che di stazza era abbastanza convincente. Ma  Nicosia nel suo magazzino non ha avuto neanche il tempo di difendersi è stato freddato con un fucile a pallini ed i tre proiettili sparati gli sono stati fatali. Il corpo dell’uomo si trova all’obitorio del cimitero di Vittoria in attesa che il magistrato Andrea Sodano disponga l’esame autoptico. Le indagini da parte degli inquirenti non si fermano si cerca di scavare nella vita dell’uomo che era incensurato e non aveva avuto problemi, in passato,  con la giustizia, solo una denuncia ma poi ritirata. Lascia la moglie e due bambine.

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