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Noto: minorenni picchiano una ragazzina e pestano pure la mamma

NOTO- Brutta storia di gelosia per un fidanzatino ‘conteso’, scoperta dalla polizia a Noto. Denunciate due ragazzine di 16 e 14 anni, entrambe netine, che dovranno rispondere davanti ai giudici del Tribunale dei Minori, di lesioni personali dolose aggravate dalla premeditazione, minacce, atti persecutori continuati contro una 15enne, anche lei di Noto. Il 18 settembre, la ragazzina, studentessa di una scuola superiore della città e compagna di classe di una delle due ‘belle’, è stata avvicinata dalle due all’uscita di scuola. L’hanno invitata a seguirle dietro l’edificio per chiarire qualcosa ma quando si sono allontanante dalla confuzione, la 16enne ha cominciato ad insultarla e minacciarla, picchiandola, strappandole i capelli e strattonandola fino a farla cadere in terra. L’altra amica, appena 14enne, partecipava in prima persona al pestaggio, colpendo la vittima con pugni alla testa mentre attorno, uno sparuto gruppo di ragazze, invece di soccorrere la vittima, attorniava le tre, sghignazzando di fronte a quello che stava succedendo. C’è voluto un po’ per la 15enne vittima dell’aggressione, per riuscire a scappare sino a casa dove ha raccontato alla madre quanto le era successo, prima di farsi accompagnare in ospedale. E proprio mentre andavano al ‘Trigona’ in macchina, mamma e figlia incrociavano le due ragazzine protagoniste dell’aggressione. La donna, scendeva dalla macchina per chiedere spiegazioni ma veniva a sua volta aggredita, afferrata per i capelli e stretta in una morsa senza possibilità di scampo. A quel punto, seppure dolorante, la figlia andava in soccorso della madre, avendo ancora la peggio, ricevendo altre percosse prima che le due ragazzine terribili, si allontanassero. In ospedale, i medici riscontravano ad entrambe trauma alla guancia, al cuoio capelluto per i capelli strappati, graffi ed ecchimosi con una prognosi rispettivamente di 10 giorni per la figlia e 7 per la mamma. Non paghe di quello che avevano già fatto, le due ‘bullette’, andavano a casa delle vittime, colpendo a calci e pugni l’auto della ragazzina. Immediato l’avvio delle indagini della polizia che, dopo avere sentito testimonianze ed acquisito i referti medici, ricostruivano il movente della gelosia per un ragazzino ‘conteso’ e deferivano le due ‘baby picchiatrici’ per i gravi reati in concorso

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Evade dai domiciliari per andare a pranzo dalla suocera

MODICA – (Di Giulia Di Martino) La buona cucina della suocera, è costata la libertà ad un uomo di 36 anni di Vittoria, che vive a Modica, che era agli arresti domiciliare, e che, per andare a mangiare a casa dei genitori della moglie, è stato arrestato per evasione. E’ successo domenica. La polizia, lo ha colto in flagranza. Da maggio, era agli arresti domiciliari su esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Siracusa, per scontare un anno di reclusione, oltre ad una multa di mille euro, per fatti commessi nel 2007. Domenica scorsa, nonostante questi obblighi, l’uomo non ha resistito al succulento richiamo dei piatti della suocera ed ha risposto sì all’invito a pranzo andando in casa dei genitori della moglie, assieme alla donna e ai figli, incurante dei controlli della polizia, in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora. Ed infatti, proprio in occasione di un controllo eseguito dagli agenti del commissariato di Modica, è risultato fuori casa. I poliziotti, hanno deciso di appostarsi vicino casa sua, lo hanno aspettato e, dopo circa un’oretta, l’uomo ha fatto rientro a casa a bordo della sua macchina insieme a moglie e figli, rendendosi subito conto di essere stato scoperto. Senza problemi, ha ammesso le sue responsabilità, giustificandosi con il piacere di avere regalato a moglie e figli di trascorrere una domenica a pranzo dai parenti.

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