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Ragusa:Vertice in Prefettura, dopo l’inferno di fuoco

RAGUSA (Di Giulia Di Martino) – Un momento di confronto che è una necessità per fare il punto rispetto a quanto si è dovuto fronteggiare in questo fine settimana. Non solo nell’ormai devastata pineta di Chiaramonte Gulfi ma anche nell’Ipparino, alle porte di Comiso, nelle campagne di Ragusa e di Modica e a a ridosso della circonvallazione di Donnalucata.  Sullo sfondo, la richiesta e il ritardo dei canadair, di fronte alle esigenze emergenti e con procedure lente, lunghe e dannose e gli aerei che, nonostante i solleciti, sono arrivati solo quando si sono liberati da altrove. In una Sicilia che ne ha solo 5 e non ha più i mezzi della Forestale che aveva prima. Un lungo confronto, con il sindaco di Chiaramonte, Iano Gurrieri, a parlare di una pineta che scompare mentre si cerca chi o cosa abbia fatto scatenare l’inferno 629 gli interventi dei vigili del fuoco, dal primo maggio al 2 luglio. E’ evidente che molto non funziona nel sistema complesso di protezione civile. La notte di venerdì, a Chiaramonte, tutto è stato drammaticamente più chiaro. Prevenzione e controllo del territorio, attuazioni dei piani interfaccia, comunicazione fra enti, aggiornare dotazioni comunali (riserve idriche sapere con certezza dove e quante sono), sono alcuni aspetti che non possono essere più trascurati al di là dell’eccezionalità dell’inferno di fuoco di questo scorso fine settimana

 

 

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