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La Prefettura sospende Nicosia dalla carica di consigliere

L’operazione EXIT POLL, compiuta dalla Guardia di Finanza a Vittoria…

VITTORIA – (di Leuccio Emmolo) L’operazione EXIT POLL, compiuta dalla Guardia di Finanza a Vittoria, che  ha fatto luce  sull’ennesimo voto di scambio elettorale in Sicilia e portato agli arresti domiciliari l’ex sindaco Nicosia, il fratello Fabio e altre quattro persone, ha lasciato il segno. La città, anche se rimasta in silenzio ha avvertito il colpo. L’inchiesta va avanti non si ferma alla conferenza stampa di ieri nel capoluogo etneo. Le indagini   hanno fatto piena luce su un sistema affaristico. I  politici fermati promettevano non soldi ma posti di lavoro, appalti   Gli inquirenti sono partiti dalle dichiarazioni di alcuni pentiti. Tramite intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e documenti, gli investigatori sono poi venuti a capo di un’enorme  commistione affaristico-politico-mafiosa.  A Catania   il  Procuratore Capo Carmelo Zuccaro e il suo aggiunto  Carmelo Petralia non hanno voluto aggiungere altro, le indagini sono ancora in corso e molte altre cose sono al vaglio del giudice per le indagini preliminari che dovrà stabilire le misure da adottare. I sei arrestati rimangono ai domiciliari mentre il Gip presto deciderà il giorno e l’ora degli interrogatori. Ed intanto con provvedimento del Prefetto Maria Carmela Librizzi è stata dichiarata la sussistenza della causa di sospensione dalla carica di consigliere comunale nei confronti di Fabio Nicosia, dopo l’esecuzione della misura cautelare domiciliare.

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Ragusa:Vertice in Prefettura, dopo l’inferno di fuoco

RAGUSA (Di Giulia Di Martino) – Un momento di confronto che è una necessità per fare il punto rispetto a quanto si è dovuto fronteggiare in questo fine settimana. Non solo nell’ormai devastata pineta di Chiaramonte Gulfi ma anche nell’Ipparino, alle porte di Comiso, nelle campagne di Ragusa e di Modica e a a ridosso della circonvallazione di Donnalucata.  Sullo sfondo, la richiesta e il ritardo dei canadair, di fronte alle esigenze emergenti e con procedure lente, lunghe e dannose e gli aerei che, nonostante i solleciti, sono arrivati solo quando si sono liberati da altrove. In una Sicilia che ne ha solo 5 e non ha più i mezzi della Forestale che aveva prima. Un lungo confronto, con il sindaco di Chiaramonte, Iano Gurrieri, a parlare di una pineta che scompare mentre si cerca chi o cosa abbia fatto scatenare l’inferno 629 gli interventi dei vigili del fuoco, dal primo maggio al 2 luglio. E’ evidente che molto non funziona nel sistema complesso di protezione civile. La notte di venerdì, a Chiaramonte, tutto è stato drammaticamente più chiaro. Prevenzione e controllo del territorio, attuazioni dei piani interfaccia, comunicazione fra enti, aggiornare dotazioni comunali (riserve idriche sapere con certezza dove e quante sono), sono alcuni aspetti che non possono essere più trascurati al di là dell’eccezionalità dell’inferno di fuoco di questo scorso fine settimana

 

 

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