Giarratana presa d’assalto dai visitatori in occasione del Presepe Vivente

GIARRATANA ( di Elisa Montagno) – Giarratana durante le ore serali è stata letteralmente presa d’assalto dai visitatori che hanno voluto “timbrare” per primi la possibilità di ammirare il presepe vivente realizzato nello scenario naturale del Cuozzu, l’antico quartiere della cittadina iblea. Almeno cinquemila le presenze per un esordio tra i più riusciti degli ultimi anni. “Tanto è vero che, a un certo punto, a causa del notevole afflusso che è stato registrato – sottolinea Rosario Linguanti, presidente dell’associazione “Gli Amici ro Cuozzu” che si occupa di predisporre l’allestimento della rappresentazione vivente – abbiamo dovuto bloccare la biglietteria per il notevole assembramento di persone che si era creato. Insomma, un sold out in piena regola che non ci aspettavamo con queste dimensioni. Cogliamo l’occasione per scusarci se si è registrato qualche piccolo disagio ma domenica, in occasione del secondo appuntamento, ci faremo trovare ancora più organizzati”. Detto questo, i visitatori sono rimasti incantanti dalla magia degli scenari che i componenti dell’associazione, con il supporto logistico dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Lino Giaquinta, sono riusciti a creare. I visitatori hanno avuto modo di immergersi nel passato. Un vero e proprio tuffo all’indietro di un secolo che ha testimoniato la cura dei dettagli e la capacità della ricostruzione filologica che Gli Amici ro Cuozzu hanno sempre curato. E, non a caso, le presenze hanno premiato tutto ciò a dimostrazione del fatto che l’impegno e la passione prima o poi sono riconosciuti da tutti e questo fa sì che si possano ottenere risultati eccellenti come quelli di ieri sera. E poi l’arrivo al “Campo Grotta”, dove è stata ricostruita la Natività, in ciò che resta di quello che un tempo era il castello dei Settimo, ha di fatto consentito ai visitatori prima di godere di una vista impareggiabile di Giarratana e poi di calarsi in un vero e proprio campo beduino sino all’arrivo nel quadro più atteso, quello della nascita del Bambin Gesù. Una immagine molto ben strutturata ed emozionante al tempo stesso che, non a caso, ogni visitatore porterà in un angolo del proprio cuore. Intanto, occorre precisare che gli altri appuntamenti sono in programma il 30 dicembre, l’1, il 5 e il 6 gennaio. Per tutti i visitatori ci sarà l’opportunità di apprezzare l’attività dei numerosi figuranti che animano il presepe e che rendono questa edizione della rappresentazione sacra a Giarratana tra le più riuscite di sempre.
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Migliaia di visitatori a Monterosso Almo per la 34esima edizione del Presepe Vivente

MONTEROSSO ALMO ( di Elisa Montagno) – Il presepe vivente, a Monterosso Almo, ha fatto registrare il pieno nella giornata d’esordio. La rappresentazione allestita nell’antico quartiere di uno dei borghi più belli d’Italia ha raggiunto l’invidiabile traguardo della trentaquattresima edizione. Visitatori provenienti da ogni parte della Sicilia, oltre cinquemila, hanno animato le caratteristiche viuzze col saliscendi del quartiere Matrice, il cuore antico di Monterosso, che ha pulsato grazie all’attività degli oltre trecento figuranti reclutati dall’associazione “Amici del presepe” in grado di mettere in scena una edizione tra le più memorabili di sempre della sacra rappresentazione. La serata di Santo Stefano si è trasformata, dunque, in un momento tutto da vivere per ammirare gli scorci nascosti del centro montano e per farsi catturare dalle decine e decine di scene abilmente ricostruite che hanno trasportato i visitatori indietro di decenni. Gli antichi mestieri sono stati il piatto forte della ricostruzione storica messa in piedi dagli “Amici del presepe” che, come sempre, hanno seguito con la massima attenzione tutti gli aspetti inerenti l’allestimento, grazie ai quali nulla è stata lasciato al caso, ricostruendo i vari ambienti con una perfezione accurata, quasi maniacale, per quanto riguarda i dettagli. Ciò ha anche significato il recupero di centinaia di antichi oggetti ritrovati nelle case dei nonni, tramandati da una generazione all’altra. Il corteo, con San Giuseppe, la Madonna e l’asinello, seguito dai pastorelli, formatosi in piazza San Giovanni e poi radunatosi in piazza Sant’Antonio, dove è situato l’ingresso del presepe, ha potuto contare sull’apprezzamento dei presenti. Un flusso continuo di persone è rimasto estasiato dalla fucina del fabbro ferraio, dalla preparazione del pane, dalla “putia ro vino” in cui gli avventori hanno deliziato i visitatori con le tradizionali nenie siciliane; senza dimenticare, ovviamente, l’artigiano che riparava le sedie realizzate con le fascine oppure il “cunzatore” di scope. C’erano, anche, l’intagliatore di flauti e le vecchie comari, interpretate da alcune giovanissime, che hanno reso nel modo più affascinante possibile l’“arte” del pettegolezzo. Ma i visitatori sono rimasti ancora più estasiati non appena hanno messo piede all’interno della grotta dove, accanto al bue e all’asinello, la scena della Natività è stata ricostruita nella maniera più attenta, seguendo i canoni della tradizione. Il presepe vivente di Monterosso Almo tornerà in scena domenica 30 dicembre e poi ancora l’1, il 5 e il 6 gennaio, a partire dalle 17,30. Altre occasioni, dunque, per vedere all’opera i figuranti capaci di rendere al meglio la magnificenza del momento legato alla Natività.
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Oltre 5 mila presenze al Presepe Vivente di Giarratana

GIARRATANA (Di Elisa Montagno) – Oltre centotrenta figuranti. Una cura maniacale per i dettagli. Una ricostruzione storica perfetta sotto tutti i punti di vista. Un sito paesaggisticamente affascinante che, non a caso, viene definito “museo a cielo aperto”. E’ una cornice suggestiva quella che fa da sfondo alla rappresentazione del presepe vivente di Giarratana che è andato in scena ieri sera, 26 dicembre, per la prima volta in questa stagione. Un esordio convincente, premiato da un grande afflusso di pubblico, oltre tremila biglietti staccati per un numero complessivo di presenze di circa cinquemila persone che hanno sciamato tra le vie dell’antico quartiere del Cuozzu. Parecchia la curiosità da parte dei visitatori di ammirare il miglior presepe d’Italia, riconoscimento attribuito dall’opera internazionale “Praesepium historiae ars populi”. A fare gli onori di casa il sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta. “E’ stato per noi un grande onore – afferma il primo cittadino – avere ricevuto un numero così alto di visitatori a cui abbiamo potuto fare ammirare il lavoro portato avanti con grande dedizione e impegno da tutta la nostra comunità cittadina, con in primo piano l’associazione “Amici ro Cuozzu”. E’ stato davvero un bel momento perché tutti hanno apprezzato parecchio l’allestimento”. Il presepe vivente di Giarratana sarà replicato sabato 30 dicembre e ancora l’1, il 5 e il 6 gennaio. Il raduno in piazza Municipio, a partire dalle 17,30. Notevole, nel corso della prima serata, l’afflusso di gente che, calate le ombre della sera, si è riversata in massa nello spazio antistante il palazzo di Città. I visitatori si sono inerpicati nella parte alta del centro montano, l’antico quartiere di Giarratana, per vivere da vicino un’esperienza irripetibile, tuffandosi nel passato. Con le fiaccole a delimitare il percorso, il “Cuozzu”, grazie alle antiche casette disseminate ovunque, si è rivelato un vero e proprio scrigno di sorprese per chi ha cercato di scoprire che cosa significava, un tempo, fare parte integrante di una comunità. E così la ricostruzione degli antichi mestieri è stata curata sotto tutti i punti di vista. E’ stato possibile ammirare il fabbro, il falegname, il contadino, ma anche chi prepara la pasta, chi seleziona il grano e chi realizza i cesti con le liane. Ma anche i venditori di frutta e chi ha deciso di dedicare una parte della propria giornata al ferro da stiro e al cucito. Una ricostruzione attenta, sapientemente dosata, la cui qualità è notevolmente migliorata rispetto agli ultimi anni, da quando cioè l’associazione culturale “Gli Amici ro Cuozzu” si occupa di allestire il presepe, in grado di suscitare l’attenzione di numerosi visitatori. Che raggiunge il massimo livello sulla sommità del “Cuozzu” dove, nei ruderi dell’antico castello, è stata ricavata la grotta della Natività.
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