Ragusa: la provincia siciliana in cui si gioca di più, dati allarmanti

RAGUSA  (Giulia Di Martino) Ragusa continua ad essere la provincia siciliana dove si gioca di più, la terza nell’isola per il numero di giocatori patologici. Questi dati allarmanti sono stati resi noti durante un convegno che si è tenuto lo scorso fine settimana alla Camera di Commercio di Ragusa e che è stato organizzato dall’Adiconsum. I dati sono allarmanti: secondo l’organizzazione mondiale della Sanità la dipendenza da gioco d’azzardo coinvolge un milione e mezzo di italiani. Il fatturato complessivo dei giochi legali si attesta a circa 90 miliardi di euro l’anno, facendo si che “l’industria gioco” rappresenti la terza industria del paese e contribuisce a portare l’Italia ad essere la terza nazione, per gioco d’azzardo, al mondo. Tale dipendenza induce il soggetto alla necessità imperante di giocare denaro che diventa l’unico interesse, l’occupazione, la preoccupazione centrale della propria esistenza. Con il tempo, però i giocatori compulsivi cominciano a contrarre debiti, a perdere il lavoro e gli affetti. I danni economici, familiari, sociali e sanitari sono ingenti. Il convegno ha avuto lo scopo di sensibilizzare e informare sui rischi legati a tale patologia e a promuovere comportamenti più consapevoli e responsabili nei confronti del gioco.

Ragusa, come detto, risulta essere tra le 9 province siciliane quella in cui si scommette di più. Fra gli interventi quello di Giuseppe Mustile, direttore del servizio per le tossicodipendenze dell’ASP 7 che ha paragonato la lotta dei Sert contro il gioco d’azzardo come a quella di Davide contro Golia per la sproporzione delle forze in campo. Il comandante della guardia di finanza di Ragusa, il colonnello Giorgio Salerno si è soffermato sui controlli che le fiamme gialle effettuano senza continuità di sosta, dal momento che nel territorio ci sono macchinette abusive e punti scommesse on line nei quali è difficile distinguere agenzie autorizzate dal monopolio di stato da quelle che lavorano a diretto contatto con operatori stranieri.

 

 

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Ragusa, sono circa 1.600 gli assuntori di cocaina in provincia

RAGUSA  ( di Giulia Di Martino) – Gli italiani sono terzi in Europa per consumo di cannabis e quarti per cocaina. Dati allarmanti che si riflettono e si spalmano su tutti il territorio nazionale. Su questa traccia anche la provincia di Ragusa non è esente dal notevole consumo di cocaina. Su questo fronte l’impegno del SeRT dell’Asp di Ragusa, è fondamentale perché l’aumento dei cocainomani in provincia è preoccupante, come ci spiega il dirigente del servizio tossicodipendenza Pippo Mustile. Preoccupante è anche la fascia d’età che vede i giovani principali assuntori della “polvere bianca”, preferita di gran lunga all’eroina. Sballo, potere, riconoscimento della propria identità. Questi i motivi principali che inducono i ‘deboli’ a fare uso di cocaina

 

 

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