Pozzallo: sono arrivati all’hot spot, a bordo di pullman, i cento migranti sbarcati a Lampedusa

Provenivano da Porto Empedocle

POZZALLO – Sono arrivati questa mattina da Porto Empedocle a Pozzallo, a bordo di pullman, i cento migranti (49 uomini, 44 donne e 7 bambini) sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa. I migranti sono stati accolti nell’hot spot che, nel frattempo si era svuotato dei 50 migranti che erano stati sottoposti a tampone. Il trasferimento  a Pozzallo è stato necessario in quanto gli hot spot di Lampedusa e Porto Empedocle erano pieni. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha preteso che ci fossero dei controlli sanitari molto rigidi. La certificazione medica è abbastanza completa e questo ha rassicurato il primo cittadino.

A tutti gli arrivati sono state controllate le temperature  e non sembra esserci nessuna criticità. Nel gruppo ci sono anche delle donne in gravidanza che sono state controllate direttamente nell’hot spot.  In questo momento la situazione sanitaria-assicura il sindaco Ammatuna- è sotto controllo.

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Abbate chiede a Musumeci attenzione per settore estetismo

MODICA (di Elisa Montagno) – Una delle categorie che ha visto allontanarsi sempre di più il giorno utile per ricominciare l’attività lavorativa è quella del settore benessere (acconciatura ed estetica), il cui inizio è stato fissato per l’inizio di giugno. Una situazione insostenibile per i tantissimi addetti al settore che rappresentano una buona fetta dell’economia regionale, provinciale e cittadina, che dal canto loro sarebbero in grado di ripartire già dal prossimo 4 maggio rispettando tutte le normative previste.

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Sbarcati a Pozzallo 32 migranti da nave Alan Kurdi

Due sono in ospedale. Sindaco Ammatuna: “Pozzallo e’, ancora una volta, il porto sicuro dove far attraccare chi ha bisogno di assistenza e di sicurezza”.

POZZALLO – E’ stato completato lo sbarco dei 32 migranti libici arrivati stamani nel porto di Pozzallo a bordo della nave Alan Kurdi. Dopo le visite mediche a cura del medico di porto Vincenzo Morello due persone sono state ricoverate nell’ospedale di Modica: una donna al settimo mese di gravidanza e un bambino di 6 mesi che soffriva di otite. Il resto del gruppo quasi tutti nuclei familiari di nazionalita’ libica, e’ stato trasferito nell’hot spot di Pozzallo che nei giorni scorsi era stato svuotato perche’ i rifugiati arrivati nei mesi scorsi sono stati ricollocati in altri paesi europei. “Pozzallo e’, ancora una volta, il porto sicuro dove far attraccare chi ha bisogno di assistenza e di sicurezza: si tratta di 32 migranti di nazionalita’ libica, raccolti in mare la notte di Natale e alla quale Malta avrebbe negato lo sbarco”. Lo dice il sindaco di Pozzallo (Rg), Roberto Ammatuna. “Intendo ringraziare il prefetto Michele Di Bari e il Prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza – prosegue il sindaco – per il rispetto dei rapporti istituzionali, segnale chiaro di un cambiamento all’interno del ministero degli Interni che lascia ben sperare per il futuro. La citta’ di Pozzallo e’ pronta, come sempre ad ospitare al meglio chi ha bisogno e si adoperera’ per dare loro la migliore accoglienza possibile”.

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Riforma laboratori di analisi cliniche, il Sindaco di Pozzallo scrive alla Regione

Lettera inviata al Presidente della Regione, ai componenti della Giunta Regionale ed all’Assessore regionale alla salute.

POZZALLO (Di Elisa Montagno) – Con una lettera inviata al Presidente della Regione, ai componenti della Giunta Regionale ed all’Assessore regionale alla salute, il Sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, ha sollecitato una riflessione sulle conseguenze della recente disciplina di riforma del sistema dei Laboratori privati che, non appena entrata a regime, farà obbligo alle strutture al di sotto della soglia minima di 200.000 prestazioni annue ad accorparsi con revoca dell’accreditamento conseguito.

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Rifiuti: incendi nell’agrigentino. Il Sindaco di Canicattì : “C’è strategia criminale”

Appello Di Ventura, ‘Istituzioni e forze ordine ci aiutino, da soli non possiamo contrastare scempio’

CANICATTI’ -Dietro gli incendi che si susseguono all’interno degli impianti in cui vengono depositati i rifiuti a Canicattì, nell’Agrigentino, non c’è una “mera fatalità”, ma “una precisa strategia criminale”. Né è convinto il sindaco Ettore Di Ventura, che stamani ha inviato una lettera al governatore siciliano, Nello Musumeci; al prefetto di Agrigento, Dario Caputo; al presidente della commissione Territorio e ambiente dell’Assemblea regionale siciliana; Giusy Savarino; all’Arpa Sicilia per accendere i riflettori sui “preoccupanti incendi di rifiuti che da mesi si verificano in città e che stanno minando la salubrità dell’ambiente con gravi conseguenze per la comunità canicattinese e l’immagine di questa città”. L’ultimo rogo è divampato mercoledì scorso nel centro di contrada Calandra, già sottoposto a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. “Tutto quello che è di competenza di questa Amministrazione – scrive il primo cittadino – è stato fatto, ma oggi più che mai urge la collaborazione di tutte le Istituzioni e di tutti gli Enti affinché si faccia chiarezza sui frequenti episodi di incendi nelle aree circostanti il nostro centro abitato”. Da mesi il Comune è impegnato a fronteggiare l’emergenza rifiuti causata “soprattutto dall’abbandono indiscriminato” dentro e fuori il centro abitato. Grazie al controllo effettuato da gruppi di lavoro costituiti da dipendenti comunali, operatori ecologici, vigili urbani, carabinieri, poliziotti, guardie ambientali e con l’ausilio delle telecamere, “possiamo constatare un rallentamento del fenomeno – spiega il sindaco -. Tuttavia nelle ultime settimane si assiste al diffuso fenomeno di incendi all’interno degli impianti dove vengono depositati frazioni e parti dei rifiuti raccolti.

FONTE: Adnkronos

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