Scontro a fuoco con la polizia, c’è un morto

Ferito alla testa un ragazzo 15enne della banda dei rapinatori

CATANIA – Un rapinatore e’ morto e un altro, 15enne, e’ rimasto ferito in una sparatoria la notte scorsa in un’ area servizio di Catania con una pattuglia del servizio scorte della polizia di Stato durante un assalto. La sparatoria sulla tangenziale. Il minorenne e’ ricoverato in gravi condizioni. Un terzo complice e’ stato arrestato, un quarto e’ fuggito. La Procura ha aperto un’inchiesta. Secondo la ricostruzione, tre banditi erano scesi da un’auto, mentre un quarto li aspettava alla guida della vettura. Durante la rapina, avvenuta nell’aerea di servizio della tangenziale, e’ intervenuta una pattuglia di scorta della polizia fuori servizio. C’e’ stata una sparatoria, in cui un bandito maggiorenne e’ morto e il 15enne e’ rimasto ferito ed e’ stato poi ricoverato nell’ospedale Vittorio Emanuele. Il terzo e’ stato bloccato e arrestato, mentre il quarto e’ fuggito a bordo dell’auto. Indaga la squadra mobile. E’ stata trovata nel popoloso rione Librino, non lontano dall’aerea di servizio assalita, la Opel Corsa con la quale il quarto rapinatore della tangenziale di Catania e’ fuggito durante la sparatoria con la polizia di Stato. Un bandito colpito alle gambe e’ morto, probabilmente dissanguato. Non e’ stato ancora identificato perche’ non era in possesso di documenti. Un suo complice di 15 anni e’ stato colpito alla testa da un proiettile ed attualmente e’ sottoposto a un delicato intervento chirurgico nell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Un terzo complice, un 21enne, e’ stato bloccato e arrestato. Il quarto e’ fuggito e ha lasciato l’auto, una Opel Corsa, dopo avere percorso non molti chilometri nel popoloso rione di Librino, dove e’ in corso una ricerca da parte delle forze dell’ordine. Alcune armi, almeno due pistole, sarebbero state trovate nell’area di servizio della tangenziale di Catania dove durante una sparatoria, in un tentativo di rapina andato a vuoto, agenti di polizia hanno ucciso un assalitore, ancora non identificato, ferito un complice di 15 anni e arrestato un terzo componente della banda. La Procura distrettuale del capoluogo etneo ha aperto un’inchiesta e disporrà delle perizie tecniche e medico legali per fare piena luce sulla accaduto.

Il commando di quattro persone entrate in azione intorno alle 23.00 di ieri, sulla tangenziale Ovest di Catania, che ha tentato un cruenta assalto alla tabaccheria di un distributore di carburanti erano responsabili di un’altra rapina commessa poco prima. E’ l’ipotesi avanzata dalla Questura sulla sparatoria in cui e’ morto un rapinatore e un altro, di 15 anni, e’ rimasto ferito. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi si sono scontrati con una pattuglia della polizia di Stato intervenuta sul posto. Ne e’ nato un violento scontro a fuoco durante il quale due rapinatori sono rimasti feriti in modo grave: il primo, Francesco D’Arrigo, e’ deceduto poco dopo il ricovero nell’ospedale Vittorio Emanuele, mentre il secondo – un minorenne di 15 anni – e’ ricoverato nel Policlinico Universitario per una ferita alla testa. Un terzo rapinatore e’ stato bloccato e arrestato: e’ Samuele Consoli, di 21 anni, che avrebbe dovuto trovarsi nella propria abitazione perche’ sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio. Secondo la polizia di Stato il gruppo di rapinatori non era certamente nuovo a simili imprese, anzi, il sospetto e’ che si fossero resi responsabili di un’altra rapina perpetrata poco prima dell’incursione nel distributore. Continuano le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, per identificare eventuali ulteriori responsabili dell’assalto.

“Il nostro pensiero va alla persona scomparsa, al di la’ di come siano andate le cose”. Lo afferma il questore di Catania, Marcello Cardona, sulla sparatoria nell’aera di servizio della tangenziale in cui e’ morto un rapinatore di 21 anni e un altro, di 15 anni, e’ rimasto gravemente ferito. “Ho incontrato gia’ i miei due collaboratori – aggiunge a margine di una conferenza stampa antimafia che ha portato all’arresto di 25 affiliati al clan dei Cursoti milanesi – e sono molto mesti. Ma dobbiamo sottolineare anche il loro coraggio nell’intervenire prontamente durante una rapina armata in difesa delle vittime”. (ANSA)

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