Via con la Borsellino, anche la credibilità

Lucia Borsellino non poteva non immaginare quanto appetibile fosse il suo cognome, ma non, forse, fino a questo punto

PALERMO – (di Chiara Scucces)  Domani o al massimo venerdì. Non ci sono più dubbi, se non temporali, su quando la lettera di dimissioni firmata da Lucia Borsellino sarà recapitata al presidente Rosario Crocetta, decretando così la fine di un’era e soprattutto la fine di una strumentalizzazione non più accettabile. Tre anni fa Rosario Crocetta nell’immaginario collettivo era ancora il sindaco di Gela, che aveva rivoluzionato, davvero, l’amministrazione di una città che adesso è in mano ai 5 stelle; tre anni fa tutti credevano nella veridicità della sua battaglia alla mafia, ad ogni forma di illegalità; baluardo di questa lotta era Lucia Borsellino, un cognome troppo altisonante per non attrarre quella che adesso si è svelata come “vanità” del governatore. Lucia Borsellino non poteva non immaginare quanto appetibile fosse il suo cognome, ma non, forse, fino a questo punto. Adesso basta. Lucia se ne va, la sua vicenda non può essere considerata un episodio e soprattutto non può essere superata con l’ennesimo rimpasto, come alcuni ambienti del pd sperano di fare. Oggi e domani il partito democratico si riunirà; domani, in particolare, si attende la direzione regionale: a quanto pare Raciti e Faraone propendono per indurre il presidente alle dimissioni. D’altra parte un quarto addio alla giunta di Crocetta si profila all’orizzonte: quello di Linda Vancheri alle attività produttive, espressione di Confindustria e blindata da un patto pre-elettorale, insieme alla Borsellino. Le uniche che si sono salvate da ogni cambio-giunta; Crocetta sempre più solo, e sempre con meno credibilità. L’ultimo stralcio se ne andrà insieme alla Borsellino. La politica siciliana assomiglia sempre di più ad una tragedia e il suo presidente si avvicina ad una fine ingloriosa al pari dei suoi predecessori. Per motivi diversi o forse no, ma che hanno per vittima il popolo siciliano sempre più allontanato e lontano dalle istituzioni. E chi si è sempre dichiarato lontano dalle istituzioni, pur facendone parte? I grillini che, tra l’ansia per le prime dichiarazioni ufficiali di Lucia, e le improbabili candidature alla successione, stanno scaldando i motori per conquistare anche Palazzo d‘’Orleans.

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