Sparatoria San Cristoforo, proseguono le indagini della Polizia

Si starebbero battendo un paio di piste

CATANIA – Potrebbe essere legato a questioni personali o a uno sgarro maturato nell’ambito della criminalità comune l’agguato di due sere addietro a Catania in via Salvatore Di Giacomo nel cuore del quartiere San Cristoforo, al 40enne Sebastiano Musumeci ferito al torace e per questo ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Vittorio Emanuele. La Squadra Mobile della Questura sta provando a chiudere il cerchio intorno alla figura dell’uomo che ha piccoli e vecchi precedenti per furto e spaccio. A giudicare dalle modalità e dall’entità del ferimento, l’uomo che ha sparato intorno alle 20 alcuni colpi con una pistola di piccolo calibro aveva l’intenzione di uccidere e non certo di spaventare la vittima. A destare sgomento è poi il fatto che per poco non si consumava un altro drammatico episodio visto che nel corso della sparatoria è stato colpito ad una gamba un ragazzo di 15 anni che ha avuto soltanto la colpa di trovarsi per caso sul luogo dell’agguato. Episodi del genere sono accaduti anche in passato. Il caso più eclatante è quello di Nico Querulo rimasto cieco nel 1998 dopo essere stato colpito da una pallottola vagante. Il lavoro della polizia non è dei più semplici alla luce anche del clima di omertà che si respira in questi casi a Catania. Si scava nella vita privata di Musumeci per risalire a chi voleva uccidere l’uomo e perché.

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